LA SICUREZZA NELL’USO DEL GPL

Tutte le nostre macchine o attrezzature che effettuano il trattamento termico con la fiamma usano come combustibile il GPL

Si chiama trattamento termico con la fiamma la tecnica di lavoro che permette di controllare o eliminare le erbe infestanti, le malattie fungine, gli insetti dannosi e sterilizzare la superficie del terreno trattato per mezzo di CALORE generato da una fiamma.

Vedi: Trattamento Termico con la fiamma

Dal punto di vista ecologico il trattamento termico con la fiamma risulta essere una pratica caratterizzata da un impatto ambientale del tutto trascurabile.

Poiché il GPL bruciando forma esclusivamente vapore d’acqua e anidride carbonica, la fiamma risulta trasparente ed esente da qualsiasi fenomeno di rilascio di fumi, si può quindi investire direttamente con la fiamma qualsiasi tipo di pavimentazione o rivestimento, che non sia soggetto a combustione, senza alterarne il colore.

Il riscaldamento degli strati superficiali del terreno, determinato dal rapido passaggio dei bruciatori, porta la superficie medesima ad una temperatura che in genere non supera i 80-90°C, temperatura che possiamo facilmente riscontrare anche nelle ore più calde della stagione estiva.

Sono pertanto trascurabili i danni che si possono registrare a carico della microflora e dei microrganismi del terreno; inesistenti sono i rischi per gli operatori e del tutto nullo il rilascio di residui tossici nell’ambiente.

Altro risultato ottenibile, dal punto di vista dell’igiene ambientale, è quello che si può avere rallentando l’operazione. Il rallentamento della velocità nell’applicazione del trattamento porta la superficie del terreno, del selciato o delle pavimentazioni in cemento a temperature leggermente più elevate (90–100°C); ciò permette di privarle di germi patogeni consentendo una efficace operazione di sterilizzazione.

Con l’applicazione di questa tecnologia i costi in gioco sono determinabili immediatamente, dal momento la stessa non dà luogo ad inquinamento ambientale e sono quindi nulli eventuali costi aggiuntivi successivi al trattamento effettuato e dovuti allo smaltimento di eventuali residui tossici.

I consumi del gas sono strettamente collegati al tipo di attrezzatura in uso e al risultato richiesto dal trattamento, dalle condizioni ambientali e delle piante eventualmente tratte.

CHE COS’E’ IL GPL

Con la sigla G.P.L. vengono identificati i “gas di petrolio liquefatti”, idrocarburi e le loro miscele facilmente liquefattibili sotto moderate pressioni, a causa delle loro costanti critiche e della loro non elevata tensione di vapore

È un prodotto commerciale che si ottiene:

  • dalla lavorazione del petrolio greggio
  • dai giacimenti di gas naturale

Con il nome di G.P.L. si definiscono:

  • il propano commerciale
  • il butano commerciale
  • le miscele commerciali di propano e butano

Il GPL è

  • una fonte di energia rispettosa dell’ambiente: basse immissioni inquinanti in atmosfera;
  • pulita (pura): il contenuto di zolfo dei P.L. è quasi assente;
  • incolore: viene colorato/denaturato artificialmente per motivi fiscali;
  • inodore: viene odorizzato per poterne avvertire la presenza in caso di perdite;
  • non velenosa: non è velenoso anche ad alte concentrazioni, però un individuo può soccombere per asfissia se rinchiuso in un locale ad alta percentuale di P.L.;
  • non corrosiva: non è corrosivo in quanto non è presente nel P.L. zolfo in forma attiva (acido solfidrico);
  • ad alto potere calorifico
  • facilmente utilizzabile, stoccabile e trasportabile

INQUINAMENTO ATMOSFERICO

La combustione del G.P.L., a parità di energia bruciata, rispetto a quella del gasolio e dell’olio combustibile fluido, nel riscaldamento evidenzia l’assenza di particolati, trascurabile presenza di SO2 e contenuta emissione di NOX.

 

COMBUSTIONE

Con il termine “combustione” s’intende una combinazione chimica di ossidazione tra una sostanza COMBUSTIBILE e una COMBURENTE (ossigeno) con sviluppo di energia termica, tale combinazione avviene in modo molto rapido.

Per innescare la combustione occorre:

  • realizzare una miscela omogenea fra gas combustibile e comburente in proporzioni tali da risultare infiammabile;
  • elevare la temperatura in un punto qualsiasi della miscela ad un valore uguale o superiore alla temperatura di

Per garantire costante la combustione occorre:

  • evacuare i fumi della combustione;
  • garantire continuità di alimentazione del gas combustibile e dell’aria comburente al

LIMITI DI INFIAMMABILITÀ

Miscele combustibile-aria sono infiammabili solo all’interno di un intervallo di concentrazioni definito dal limite inferiore Li e dal limite superiore Ls.

Più questi limiti sono ristretti e più il combustibile è sicuro poiché le sue condizioni di infiammabilità sono inesistenti.

Ad esempio, con aria in condizioni standard: 25°C e pressione atmosferica (1,013 bar) la percentuale in concentrazione in volume di GPL necessarie per dar luogo alla reazione è compresa tra il 2% e il 9% del volume totale della miscela ARIA – GPL. Questi valori vengono chiamati limiti di infiammabilità (rispettivamente, inferiore e superiore) del combustibile.

Confronto del limite di infiammabilità del GPL rispetto ad altri combustibili

 

TRASFORMAZIONI FISICHE

Una delle caratteristiche che contraddistingue i tre stati in cui possiamo trovare la materia che ci circonda è determinata dall’interazione fra le molecole che la costituiscono.

Se l’interazione è forte la materia sarà tendente al solido, se debole al liquido. Se addirittura le molecole risultano abbastanza lontane l’una all’altra, la materia sarà aeriforme (nel linguaggio comune vapore o gas).

Per questo motivo generalmente i solidi hanno una densità maggiore dei liquidi e dei gas. Da questo deriva la capacità dei liquidi e degli aeriformi di assumere la forma del recipiente in cui si trovano. I solidi e liquidi, inoltre, mantengono il proprio volume e sono incomprimibili, a pressioni non particolarmente alte. Gli aeriformi, invece, possono essere compressi o espansi variando la pressione a cui sono sottoposti.

I passaggi di stato o cambiamenti di fase assumono nomi diversi a seconda dello stato di partenza e dello stato di arrivo.

Per ogni sostanza questi passaggi avvengono a pressioni e temperature diverse, caratteristiche intrinseche alla sostanza stessa.

La materia possiede la capacità di poter trasformare il suo stato fisico se sottoposta a variazioni di temperatura o di pressione o di entrambe queste grandezze.

SERBATOI DI GPL

Il contenitore, in genere di forma cilindrica orizzontale o verticale , è riempito per circa l’80% di GPL nella fase liquida, mentre nel restante 20% di volume vi sono i vapori di GPL.

L’equilibrio tra le due fasi (Tensione di Vapore ) è dinamico, nel senso che alla pressione di equilibrio (detta anche tensione di vapore saturo) la massa del liquido e del vapore non cambiano anche se continuamente molecole del liquido si trasformano in vapore (vaporizzazione) e molecole del vapore si trasformano in liquido (liquefazione).

Per rompere l’equilibrio bisogna togliere del vapore. Ad esempio, se apriamo il rubinetto della bombola e utilizziamo il GPL, si sottrae vapore. Questo viene immediatamente riprodotto dalla massa liquida che, quindi, durante l’utilizzazione evaporerà raffreddandosi.

Dopo la chiusura della valvola si riforma l’equilibrio tra propano liquido e aeriforme, con valori della pressione non molto distanti da quelli iniziali. A temperature ordinarie risultano pressioni prossime a 10 bar (dieci volte, circa la pressione atmosferica di 1 bar). In questo modo, vista la notevole differenza tra la densità del liquido e del gas, è possibile ottenere per ogni litro di propano liquido circa 270 litri di vapore.

Tutte le nostre macchine o attrezzature sono vendute con valvole di sicurezza pilotate ad intervento automatico che bloccano la fuoriuscita di GPL dalla bombola in caso di eccesso di richiesta del medesimo da parte dell’impianto di alimentazione dei bruciatori (ad esempio nel caso di strappo o rottura di un tubo di collegamento con la/le bombole di GPL alla macchina)

Nel caso di fuoriuscita anomala di GPL dall’impianto di alimentazione della macchina il grado di pericolosità legato all’infiammabilità del combustibile risiede nel quantitativo che si trova in quel momento all’ esterno delle bombole.

In tutte le nostre macchine ed attrezzature questa quantità di GPL è proporzionale al modello di macchina/attrezzatura ma per ognuna di queste riduce il tempo relativo all’eventuale combustione entro il minuto

TUTTE LE NOSTRE MACCHINE E ATTREZZATURE SONO ALIMENTATE CON GPL IN FASE GASSOSA