EFFICACIA DEL TRATTAMENTO TERMICO
ELIMINAZIONE DI RESIDUI VEGETALI E SPORE FUNGINE

I residui colturali lasciati sul campo dopo la raccolta possono favorire lo sviluppo di malattie fungine.
Questi residui, se non adeguatamente gestiti, diventano un serbatoio di patogeni che possono infettare le colture successive.

Malattie fungine comuni derivanti da residui colturali:

Fusariosi:
Causata da funghi del genere Fusarium, può colpire diverse colture, causando marciumi radicali, della spiga e disseccamenti.

Septoriosi:
Una malattia che colpisce principalmente le foglie delle colture, causando macchie e riducendo la capacità fotosintetica.

Oidio:
Conosciuto anche come “mal bianco”, colpisce foglie, fusti e frutti, creando una caratteristica patina biancastra.

Peronospora:
Si sviluppa in condizioni di umidità, causando macchie giallastre sulle foglie e muffa sulla pagina inferiore.

Ruggine:
Si manifesta con pustole arancioni o marroni sulle foglie, portando alla loro caduta prematura.

Botrite (muffa grigia):
Attacca fiori, foglie e frutti, causando marciume e perdite di produzione.

Mal dell’esca:
Una malattia che colpisce principalmente la vite, causando ingiallimento e caduta delle foglie.

Marciumi radicali:
Causati da funghi come Pythium, Rhizoctonia, Phytophthora e Fusarium, portano al marciume delle radici e al deperimento della pianta.

Il trattamento termico con la fiamma è utilizzato come sistema per eliminare dalla superficie del terreno, per mezzo di liofilizzazione, i residui vegetali (piccoli rami, cladodi, scarti da raccolta, defoliazione della coltura, ecc.) immessi sul campo come residuo della raccolta del prodotto

Con questo trattamento si trasformano gli eventuali residui vegetali presenti sulla superficie del terreno, potenziale sorgente di inoculo delle malattie fungine, in materiale organico immediatamente disponibile alla sua assimilazione all’interno del terreno.

Tale trattamento produce una disinfezione e sterilizzazione dei primi millimetri superficiali del terreno inibendo la germinazione degli eventuali semi che vi sono presenti ed eliminante contemporaneamente la presenza di insetti nocivi alle colture. L’obiettivo è quello di riportare il terreno nelle medesime condizioni in cui si trovava al momento della semina o del trapianto cercando quindi di ridurre al minimo le sue alterazioni.