EFFICACIA DEL TRATTAMENTO TERMICO COME DISERBO

L’efficacia del trattamento termico per quanto riguarda l’operazione di diserbo è influenzata da diversi fattori tra cui: lo stadio di crescita delle piante, la loro densità sul terreno, la presenza di strati protettivi delle foglie (foglie sovrapposte, presenza di peli o cera, grado di lignificazione delle foglie esterne), ora del giorno, temperatura e umidità del terreno.

La situazione più favorevole per ottenere un trattamento di diserbo con un risultato efficace, veloce e a basso consumo di GPL e quello di praticarlo su malerbe che si trovano nello stadio vegetativo giovanile (10-15 gg. dall’emergenza) e con una bassa densità sul terreno.
In questa situazione normalmente le malerbe hanno foglie più sottili, biomassa inferiore e meristemi completamente esposti (non protetti dalle foglie circostanti) e quindi le piante risultano essere molto più sensibili all’esposizione al calore.
Un altro fattore critico delle piante allo stato giovanile è costituito dal punto di crescita dell’apice germoglio (gemma latente) che normalmente si trova non protetto da foglie sovrapposte e quindi facilmente accessibile dal calore trasmesso dall’aria calda generata dalla combustione del GPL.
Le piante giovanili, inoltre, non possiedono grandi quantità di riserve alimentari (zuccheri solubili, proteine e lipidi) negli steli e nelle radici ed il sottoporle al trattamento termico con la fiamma le priva dell’apparato fogliare inibendo la funzione clorofilliana determinandone la morte per stress dell’apparato radicale.

Le malerbe più vecchie o più grandi hanno foglie di dimensioni maggiori, più spesse e con una superficie e una biomassa maggiori. Inoltre, queste piante hanno accumulato nel tempo maggiori quantità di sostanze di riserva negli steli e nelle radici e questo fornisce loro una maggiore capacità di ricrescita.
La tolleranza delle diverse parti della pianta alla fiamma è influenzata anche dagli strati protettivi di peli e/o cera, dal livello di lignificazione e dallo stato idrico generale della pianta che in una malerba adulta è più accresciuta.
Per questi motivi per ottenere un buon effetto diserbante su di esse si devono applicare temperature più elevate e un tempo di esposizione più lunga al trattamento rispetto alle malerbe giovanili.

Le malerbe cosiddette “annuali” nascono da seme ed in genere hanno apparato radicale modesto; sono le più facili da essere controllate. Poiché presentano un intero ciclo riproduttivo all’anno se muoiono definitivamente a seguito di un trattamento non si ripresentano più fino all’anno successivo.

Le malerbe “poliennali o perenni” sono dotate di gemme perennanti con organi di riserva sotterranei.
Per ottenere un buon risultato, queste infestanti devono essere trattate nello stadio vegetativo giovanile (massimo 5-7 gg. dall’emergenza, da 1 a 10 cm. di altezza) quando non hanno ancora predisposto le “gemme latenti” e quindi non saranno in grado di recuperare lo choc subito dal trattamento.

Queste malerbe se si trovano ad uno stadio vegetativo piuttosto sviluppato e quindi hanno predisposto le cosiddette “gemme latenti” che le consentono di poter riprendere il ciclo vegetativo nel tempo.
A seguito di un trattamento si ripresenteranno dopo circa 20/30 giorni in funzione della specie trattata. Se sottoposte a successivi trattamenti anche su queste piante si manifesta uno stress radicale dovuto alla continua mancanza di effetto di fotosintesi dell’apparato fogliare.

Numerosi studi hanno dimostrato che le piante sono più sensibili quando il trattamento di diserbo avviene nel pomeriggio rispetto al primo mattino.
Uno studio ne ha confrontato l’efficacia alle ore 8:00, 12:00, 16:00 e 20:00 e si è riportato un migliore controllo delle infestanti a mezzogiorno e alle 16:00.

È stato suggerito che le differenze ottenute nel controllo delle infestanti non potevano essere spiegate da differenze di temperatura, umidità relativa o presenza/assenza di rugiada sia nel terreno che nell’aria. Pertanto, in generale, si ritiene che il trattamento di diserbo è più efficace se condotto durante il periodo pomeridiano.

La conseguenza pratica è che bisogna lavorare con una sovrabbondanza di calore e variare il tempo di esposizione al calore in funzione della grandezza della pianta sulla quale si interviene.

La ripresa dello stadio vegetativo delle erbe infestanti successivamente ad un trattamento quindi può presentare diversi aspetti dipendenti sia dalla tipologia delle piante trattate che dallo sviluppo vegetativo delle medesime. Tale situazione è molto simile a quella che si può avere utilizzando prodotti chimici ad azione fogliare.

Risulta da ciò evidente l’importanza che può avere, per l’efficacia del trattamento termico con la fiamma con funzione di diserbo, la possibilità di poter intervenire tempestivamente sia in relazione alla sopravvivenza delle erbe infestanti trattate che per la riduzione del tempo impiegato nel trattamento e quindi per la diminuzione dei consumi di combustibile che la conseguente riduzione dei costi di trattamento.